Canone Rai: gli anziani in case di riposo pagano

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Cambio di rotta e stancata sui pensionati: il contribuente ricoverato in una casa di riposo deve pagare ugualmente il canone Rai. Lo ha reso noto, pochi minuti fa, l’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione lascerà stupiti in molti perché si pone in netto contrasto con quanto sino ad oggi avvenuto.

Ai contribuenti più anziani è stato sempre consentito di evitare il versamento del canone dimostrando il ricovero presso una casa di riposo. L’interessato poteva chiedere l’annullamento dell’abbonamento tv inviando una lettera raccomandata all’Agenzia delle Entrate. Da oggi però non sarà più così. Lo Stato obbliga anche chi non vive più nell’appartamento (e, purtroppo, in molti casi non vi fa più ritorno) a pagare l’obolo di 100 euro all’anno alla Rai. Una situazione che incrementa ancor di più l’odio verso un tributo di cui, ormai, si è detto abbastanza.

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Busta arancione Inps, ecco cos’è e cosa contiene

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Come ampiamente detto dai media nazionali la tanto attesa busta arancione, annunciata dal presidente dell’INPS Tito Boeri, è in arrivo in questi giorni nelle case di milioni di italiani. Secondo i calcoli dell’INPS saranno circa 7 milioni i lavoratori del settore privato interessati dalla busta arancione, vediamo cos’è e come funziona.

In sintesi la busta arancione è un prospetto che consente ai lavoratori di calcolare in anticipo quando andranno in pensione e quale sarà l’importo mensile che andranno a percepire. Ma più nel dettaglio cosa contiene la busta arancione e come funziona?

Ecco cosa contiene la busta arancione INPS. Vai alla fonte

Truffa canone RAI: spargi la voce

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Sembra a tutti gli effetti una mail originale  che richiede di pagare il canone e con la confusione generata da queste giornate in cui il tema del canone è stato dibattuto in lungo e in largo c’è da giurarci che i risultati economici di questi astuti lestofanti  saranno di massimo rispetto. Ma si tratta di una truffa a tutti gli effetti e questa è una notizia che vi consigliamo di diffondere perché bisogna difendersi (ecco i link per condividere questa notizia via Facebook, Twitter, LinkedIn). La tipologia di truffa adoperata rientra nel cosiddetto phishing ovvero quel tipo di manovra il cui fine ultimo è di ottenere i dati dell’utente per entrare nel conto corrente o per utilizzare la sua carta di credito o ancora (e questo sarebbe il danno minore) per ottenere il pagamento di cifre non dovute.

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Scontri tra sindacalisti fuori dall’Iveco Brescia

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Il motivo dello scontro sarebbe dovuto alla copertura della bacheca sindacale tramite uno striscione apposto dalla Ugl. A spiegare il tutto, sulle colonne del dorso bresciano del Corriere della Sera, è la stessa Fiom: «C’è stata una breve discussione, legata al fatto che la storica bacheca sindacale che per anni ha ospitato volantini della Cgil o i fogli del quotidiano L’Unità era stata coperta da uno striscione dell’Ugl. Tutto sembrava chiarito senza particolari problemi, se non che a un certo punto uno dei volantinatori dell’Ugl ha aggredito alle spalle il segretario Francesco Bertoli urlandogli più volte: “Comunista di merda”. Immediatamente è intervenuto Antonio Ghirardi in suo aiuto, il quale a sua volta è stato però colpito pesantemente alla spalla, al punto da dover essere portato in ospedale con l’autoambulanza».Nella nota della Cgil si condanna duramente l’accaduto: «L’episodio, grave, rasenta la provocazione. Sicuramente non ci faremo intimidire da episodi del genere, ma non è ammissibile che la normale attività sindacale sia messa a rischio dalla presenza di personaggi esterni alla fabbrica e, a quanto dichiarato da uno di loro, pagati per volantinare».

 

Accordo Fim e Aqcf: A chi giova tutto ciò?

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Il 14 ottobre 1980, il giorno della cosiddetta marcia dei quarantamila, oggi è lontana anni luce. Quel giorno migliaia di impiegati e quadri della Fiat sfilarono a Torino contro i picchietti degli operai che sbarravano l’accesso alla fabbrica da 35 giorni. Trentasei anni dopo arriva l’intesa tra i rivali. Il patto tra Fim e l’Associazione quadri e professional di Fca prevede che i lavoratori iscritti all’Aqcf potranno utilizzare i servizi e le convenzioni messe a disposizione dalla Fim-Cisl ai propri iscritti e potranno partecipare al progetto di ricerca che la Fim ha in corso presso il Politecnico di Milano. Le due organizzazioni, inoltre, attiveranno percorsi di formazione comuni volti a migliorare le conoscenze e le competenze, nonchè la propria azione nella rappresentanza sindacale. Al di là dei singoli contenuti, l’accordo segna un cambio di passo “politico” da parte di un sindacato, la Fim, che mira a farsi spazio e che oggi appare più vicino al modello del sindacato americano. Bentivogli non l’ha affatto nascosto: “Siamo i sindacati che hanno firmato un accordo che migliora condizioni di lavoro e salari e soprattutto che hanno imparato la lezione americana: Uaw nella vicenda Chrysler, con un tasso di sindacalizzazione più basso, ha potuto giocare un ruolo più incisivo, nella prima fase”.
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Fim e Assoquadri, primo passo verso sindacato ”unico”

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È nata oggi una nuova alleanza sindacale in Fca-Cnhi: la Fim- Cisl e Aqcf, l’Associazione Quadri e Professional, hanno infatti firmato un accordo che prevede la costruzione di un percorso comune orientato a rafforzare una più intensa collaborazione e integrazione operativa tra le diverse organizzazioni sindacali. Nell’ambito delle reciproche autonomie e specificità, verrà definito un accordo di massima sull’erogazione dei servizi per i propri associati, una collaborazione negli ambiti dei progetti di ricerca con le Università sulle Alte professionalità, l’attivazione di percorsi di formazione sindacale comuni tra le RSA volti a migliorare le rispettive conoscenze e le competenze, nonchè la propria azione nella rappresentanza sindacale.

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Permessi legge 104: licenziato chi usa alcune ore per fini personali

Torno sull’argomento con un titolo abbastanza forte, perchè qui si parla di licenziamento in tronco, ovvero di licenziamento per giusta causa

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Legittimo il licenziamento per il beneficiario dei permessi della legge 104 che utilizzi una parte del tempo non per assistere il congiunto malato ma per propri interessi.

Pertanto, chiunque utilizzi i permessi mensili per scopi personali o comunque estranei a quelli per i quali sono stati concessi (appunto l’assistenza al parente), manifesta disinteresse verso le esigenze aziendali e verso i principi generali di “correttezza” e buona fede nell’esecuzione del contratto di lavoro.   Non serve a giustificare il fatto di aver assolto, anche solo in parte, all’obbligo dell’assistenza del familiare con l’handicap. Questo aspetto – si legge in sentenza – non connota di minore gravità la condotta del dipendente “bugiardo”. Il licenziamento è ugualmente valido. La condotta di chi utilizzi anche solo alcune delle ore dei permessi per scopi personali è – secondo la Corte – oggettivamente grave, tale da determinare nel datore di lavoro la perdita di fiducia nei successivi adempimenti e idoneo a giustificare il licenziamento in tronco senza preavviso (cosiddetto licenziamento per giusta causa).

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IVECO Brescia:Approfondimento su esuberi e ammortizzatori sociali

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Occorre un approfondimento sull’effettivo numero di esuberi che Iveco Brescia continua a sostenere. Lo sottolinea la Fim Cisl dopo l’incontro che si è tenuto ieri nello stabilimento di via Volturno per fare il punto sull’accordo del luglio dello scorso anno per la gestione dei lavoratori da ricollocare in altre unità produttive del gruppo.

Ad oggi – spiegano i metalmeccanici della Cisl – 306 lavoratori hanno dato la loro disponibilità ad un trasferimento nelle diverse sedi del gruppo, a partire dalla sede di Suzzara. Ad essi vanno aggiunte 36 ulteriori fuoriuscite e 200 lavoratori che saranno riutilizzati dentro lo stabilimento su altre lavorazioni come previsto dall’accordo”.

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MUORE FAUSTO SCANDOLA

L’ex dirigente era stato espulso dal sindacato guidato da Anna Maria Furlan nonostante le proteste di militanti: “E’ scandaloso – aveva detto – che un’organizzazione sindacale chieda i soldi della tessera a iscritti che guadagnano 10 mila euro all’anno e poi versi 300 mila euro nelle tasche dei dirigenti”

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E’ morto Fausto Scandola, nella notte tra venerdì e sabato. Era da tempo malato. Ha trasmesso ai famigliari il suo desiderio per un rito semplice, riservato, senza bandiere. Si svolgerà nella chiesa di San Pietro Cariano, a dodici km da Verona. Era un “orso buono”. Fausto ha lasciato questa vita ma i problemi etici e morali da lui sollevati restano come impegno per tutti coloro che hanno a cuore il cambiamento della Cisl, del sindacato. La sua espulsione dalla Cisl ora è un atto irreparabile è rimarrà molto di più che un grave errore, anche per l’infamia statutaria operata violando prassi e norme.

Fausto Scandola ha ripetuto più volte “ Io non mi fermo, vado avanti con la mia denuncia, sono ostinato e caparbio, anche un po’ orso… bisogna lottare per cambiare questa Cisl nella quale più  dirigenti – ai massimi livelli confederali, di categorie e enti – non rappresentano né degnamente né eticamente la base dalla quale ricevono risorse e impegno militante”.

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INPS: importi massimi di CIG, mobilità e disoccupazione 2016

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Con effetto dal 1° gennaio di ciascun anno, a decorrere dall’anno 2016, gli importi dei trattamenti elencati sopra c.d. “tetti” dei trattamenti di integrazione salariale, nonché la retribuzione mensile di riferimento, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, da prendere a riferimento quale soglia per l’applicazione del massimale più alto, sono aumentati nella misura del 100% dell’aumento derivante dalla variazione annuale dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Dato che per il 2015 l’indice da prendere in considerazione è stato negativo e la legge prevede che per questo calcolo l’indice non può essere negativo, l’INPS rende noto che sulla base di questo principio gli importi su elencati rimarranno invariati rispetto allo scorso anno.

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Circolare_INPS_numero_48_del_14-03-2016